Titolo: Shadowhunters (Le origini) – L’angelo
Titolo originale: Clockwork Angel
Autore: Cassandra Clare
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 17,00 euro
Trama: Tessa Gray, orfana sedicenne, lascia New York dopo la morte della zia con cui viveva e raggiunge il fratello ventenne Nate, a Londra. Unico ricordo della vita precedente, una catenina con un piccolo angelo dotato di meccanismo a molla, appartenuto alla madre. Quando il fratello maggiore scompare all'improvviso, le ricerche portano la ragazza nel pericoloso mondo sovrannaturale della Londra vittoriana. Sarà rapita, ingannata, sfruttata per la sua straordinaria capacità di trasformarsi e assumere l'aspetto di altre persone. La salveranno due Shadowhunters, Will e Jem, destinati a combattere i demoni, nonché a mantenere l'equilibrio tra i Nascosti e fra questi e gli umani. Tessa sarà costretta a fidarsi. Si unirà a loro nella lotta contro i demoni per poter imparare a controllare i propri poteri e riuscire finalmente a trovare Nate. Ma tutto ciò la porterà al cuore di un arcano complotto che minaccia di distruggere gli Shadowhunters, e le farà scoprire che l'amore può essere la magia più pericolosa di tutte.
Dopo la celebratissima trilogia The Mortal Instruments – composta da Città di Ossa, Città di Cenere e Città di Vetro -, Cassandra Clare ci riporta nel mondo dei nephilim e dei Nascosti con il primo libro del prequel The Infernal Devices, da noi edito sotto il titolo Shadowhunters (Le origini) – L’angelo.
Premetto di essermi innamorata della prima saga, non c’era nulla che fosse sbagliato e la lettura è stata così entusiasmante che ho impiegato ben poco tempo per leggere tutti e tre i libri. I personaggi erano così reali e contradditori – ah, Jace! ah, Magnus! ah, Clary! ah, Valentine! ah, ora li citerò tutti! -, lo stile narrativo fluido, l’ironia azzeccata, le descrizioni brevi ma efficaci.Un urban fantasy ben costruito, che ha saputo catturare risate e lacrime, senza cadere nella noia e nella ripetizione.
Bene, peccato che questa non sia una recensione su questa prima trilogia.
Clockwork Angel non è stato del tutto all’altezza delle mie aspettative (piuttosto alte, confesso).
È anche vero che già all’inizio, in parte, ero partita un po’ scettica: comprarlo o non comprarlo? I dubbi erano innumerevoli, avevo paura di rimpiangere i vecchi personaggi, di non riuscire a entrare nei meccanismi della storia, di ritrovare lo stesso triangolo amoroso (beh, sì, è doveroso che ce ne sia sempre uno, no?)
Alla fine, ho ceduto. La curiosità compensava tutto il resto.
L’idea di base è, senza dubbio, molto diversa da quella dei primi tre libri – cosa che ho apprezzato. Abbiamo un nemico i cui obiettivi mirano molto in alto – tanto da allertare le forze del bene -, il Magister del Pandemonium. Una protagonista estremamente interessante per via del suo potere di mutaforma, e due Cacciatori che sembrano completarsi a vicenda. Will, il lato oscuro. Jem, il candore.
Fin qui, l’intreccio non è male: si ritrovano cognomi già conosciuti e amati – si scopriranno le stesse origini del gatto Church -, i colpi di scena si susseguono avvincenti, il cattivo ha a disposizione un’arma che pare letale.
Il lettore non potrà fare a meno di tenere il fiato sospeso una volta arrivato all’epilogo – una conclusione che necessita assolutamente di un seguito immediato per colmare la suspance.
Anche la scrittura risulta sempre intrigante e scorrevole, ma, malgrado tutto, la caratterizzazione dei personaggi appare ancora un po’ carente, a mio parere.
La figura del fratello di Tessa, Nate, è subdola e meschina, ma mi sarebbe piaciuto saperne di più, così come per Sophie, Thomas, Jessamine, le Sorelle Oscure e altri.
Però ammetto di aver trovato molto divertenti i battibecchi fra Tess e il tenebroso Shadowhunter.
« Questa sera ho un appuntamento a Soho con un bel bocconcino. »
« Santo cielo! » esclamò Tessa, rivolta alla sua nuca. « Se continui a vedere così spesso Nigel – Sei – Dita, si aspetterà che gli dichiari le tue intenzioni. »
Ma ciò che più mi ha dispiaciuto è stato il fatto che non sono riuscita ad affezionarmi davvero a nessuno di loro, lungo il corso della lettura. Nessuna scintilla, nessun UAU esclamato ad alta voce per enfatizzare il mio amore.
L’alone di mistero che aleggia su tutti è un punto a favore finché poi, però, non viene svelato l’arcano, che è sempre meno eccezionale di quanto ci si aspetti.
L’atmosfera steampunk è quasi inesistente, mentre la possibilità di descrivere la Londra vittoriana viene ignorata, aprendo nel romanzo spiragli di modernità che non dovrebbero esserci. Un’ambientazione sì tetra, inquietante a tratti, ma poco delineata.
La storia d’amore appena accennata, ma che sicuramente prevederà scene tormentate e passionali da parte di Will e un mix più tenero per Jem nei confronti di Tessa, potrebbe svilupparsi in maniera interessante. Ora è ancora troppo acerba per poterla commentare, anche se lo stereotipo dello “stronzo struggente giustificato da un passato difficile” avrà già avuto il suo numero di sostenitrici.
Su Jace avrei puntato tutto, ma su Will ho ancora delle esitazioni.
In conclusione, L’Angelo è di certo una lettura piacevole, ma mi ha lasciato addosso una sensazione di smarrimento.
Ripongo le mie speranze nel secondo libro, chissà!
Consigliato comunque a tutti coloro che amano la Clare.
Voto: 7 e mezzo
